Referendum in Svizzera

Il 28 novembre 2005 si svolge un referendum in Svizzera durante il quale gli elettori votano “no” rispetto all’allevamento e coltivazione di animali e sementi geneticamente modificati. La Svizzera dice “nein, non, no” agli OGM.

Il 31 maggio 2006 la Spagna conferma lo smantellamento delle sue otto centrali nucleari attive, questo nonostante la grande pressione del settore nucleare. La Spagna diviene quindi il quinto paese europeo a dire no al nucleare, dopo Italia, Svezia, Belgio e Germania.

Il 10 luglio 2008 la Ferrero non appoggia la moratoria relativa alla deforestazione nel sud-est asiatico. Scende in campo Greenpeace con una protesta veemente e 10.000 sostenitori martellano l’azienda inviando svariate e-mail. Quest’azione mette sotto pressione da Ferrero costringendola a ritrattare la sua decisione.

15 aprile 2009, in Germania viene vietata la coltivazione di mais geneticamente modificato. I tedeschi diventano il sesto paese appartenente all’Unione Europea che decide di vietare il mais OGM brevettato dalla società Monsanto.

30 Settembre 2010, in Argentina viene approvata la legge sui ghiacciai. Greenpeace, assieme a oltre 200 organizzazioni ambientaliste aiuta a portare a termine un provvedimento ambientale di importanza fondamentale in Argentina. Questa legge regolamenta le attività minerarie per tutelare le riserve nazionali d’acqua:I ghiacciai.

1 Agosto 2012, l’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (OMPI) dichiara che Greenpeace ha la possibilità di utilizzare due domini specifici per criticare l’utilizzo di olio di palma come carburante da parte di Neste Oil. Ne risulta che Greenpeace utilizza tali piattaforme per rendere coscienti i consumatori in riferimento alle problematiche ambientali e non con scopi commerciali.

1 Marzo 2013, grazie agli sforzi di Greenpeace e altre associazioni ambientaliste, il gruppo Volkswagen dichiara di voler raggiungere gli obiettivi preposti per ridurre l’impatto ambientale delle sue produzioni. Gli sforzi dovrebbero portare alla diminuzione di 4,5 milioni di tonnellate di anidride carbonica e il non utilizzo di 1,8 miliardi di litri di petrolio.

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